
-(Adagio di luna)-
Appallottolo di mio
grigio e sidereo figlio sferico,
levigato dal continuo passaggio
delle languide apparenze,
e mi cola densa sulle fratture
la tua tenue e lattiginosa lubrificazione.
Tu lo sai,
adoro coricarmi nelle penombre
variando di forma e lunghezza
sotto i fiori neri del tuo giardino.
*
-( Andante con moto)-
Spesso accade che io mi fermi a pensare
per poi imparare e scoprire
il movimento nascosto delle staticità.
-(Un riflesso di luna mi diverte
tremando nervoso e rapido sul pelo dell'acqua,
un'ombra gigante mi inchioda
dal versante più ripido della montagna)-.
Spesso cerco di dormire
nello sforzo di non sognare
illudendomi di trovare pace
all'ombra di un'altra ombra.
-(Sono unicità, come sempre,
mimetizzato nei ritagli di un panorama,
profilo indistinguibile di un chiaroscuro
e dettaglio inafferrabile di un ciclo notturno)-.
Spesso accade che io mi svegli di soprassalto
smarrendomi nei falsi paesaggi
creati dal torpore del sonno.
-( Rimangono impressi a lungo negli occhi
i punti luminosi sovrapposti alla realtà
che squarciarono la vista del mio risveglio )-.
*
-(Fuga)-
Prendimi,
Signora dell'estranea gioia,
avvolgimi nei flutti delle tue braccia e fammi tuo,
lascia che io mi mischi nell'aria assente
di una novità che prelude un temporale.
Vattene poi,
e lasciami qui da solo,
perchè quando tutto sarà finito
tornerò ad essere tenebra in un pensiero
e lacrima di un sospiro.