venerdì, 25 luglio 2008

 

escaping

In un altro luogo
dove il glicine governa
il profumo di un'essenza
si ricuciscono
 gli strappi del cielo
scolorando le tenebre
sui vetri delle mie finestre.

In quell'altro luogo
fremono le piume
planando sui campi disegnati
dalle superate mestizie.

E mi abbandono al tuo richiamo
fluttuando d' incenso
sul contorno di  un sorriso.
E mi abbandono al tuo respiro
ritrovando la salvezza
dentro al fiore della tua pianta.

Rosso venexiano

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venerdì, 18 luglio 2008

L'uomo, riempiendosi la pancia,
rutta e parla con la bocca piena.
Mastica chili di pasta senza guardare nel piatto
evitando di staccare l'occhio dalla scatola
che insegna e impone come bisogna pensare.
*
L'uomo ha sempre una propria opinione:
la dice dopo il rutto
e prima di ogni sorso di vino.
Egli esercita la sua libertà di pensiero
entro la metratura concessa
dall'Eccellenza di turno.
*
L'uomo termina gli spaghetti al sugo
sbrodolandosi il mento e additando il nemico.
Il nemico ride, poi saluta mentre i titoli scorrono.
L'uomo lo annienta senza pietà
esercitando l'immenso potere
( sporco di sugo)
che ha nelle sue mani.

*
L'uomo va a letto soddisfatto
e si gratta le palle.
Successivamente le svuota.
*
Domani è domenica, e c'è la partita.
*
Le anatre starnazzano su prati di moquette
le rane gracidano specchiandosi nello stagno
e le galline come sempre, litigano nelle stie di mogano.
*
La gente intanto felicemente ringrazia.
Passeggiando fra realistiche scenografie,
si nutre di merda profumata
e si accontenta di futili pensieri.

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sabato, 12 luglio 2008

vololibero

Piove rancido
e mi cede l'ulitimo appiglio
sul precipizio dell'esistenza.

Volando a peso morto
brucio l'ultimo attimo
sull'uscio dei misteri
e del dilemma insoluto.

Cos'è la carne,
chiave di un involucro
o semplice cibo per sciacalli?

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domenica, 06 luglio 2008

 

trio

 -(Adagio di luna)-
Appallottolo di mio
grigio e sidereo figlio sferico,
levigato dal continuo passaggio
delle languide apparenze,
e mi cola densa sulle fratture
la tua tenue e lattiginosa lubrificazione.
Tu lo sai,
adoro coricarmi nelle penombre
variando di forma e lunghezza
sotto i fiori neri del tuo giardino.

*
-( Andante con moto)-
Spesso accade che io mi fermi a pensare
per poi imparare e scoprire
il movimento nascosto delle staticità.
-(Un riflesso di luna mi diverte
tremando nervoso e rapido sul pelo dell'acqua,
un'ombra gigante mi inchioda
dal versante più ripido della montagna)-.

Spesso cerco di dormire
nello sforzo di non sognare
illudendomi di trovare pace
all'ombra di un'altra ombra.
-(Sono unicità, come sempre,
mimetizzato nei ritagli di un panorama,
profilo indistinguibile di un chiaroscuro
e dettaglio inafferrabile di un ciclo notturno)-.

Spesso accade che io mi svegli di soprassalto
smarrendomi nei falsi paesaggi
creati dal torpore del sonno.
-( Rimangono impressi a lungo negli occhi
i punti luminosi sovrapposti alla realtà
che squarciarono la vista del mio risveglio )-.

*
-(Fuga)-
Prendimi,
Signora dell'estranea gioia,
avvolgimi nei flutti delle tue braccia e fammi tuo,
lascia che io mi mischi nell'aria assente
di una novità che prelude un temporale.
Vattene poi,
e lasciami qui da solo,
perchè quando tutto sarà finito
tornerò ad essere tenebra in un pensiero
e lacrima di un sospiro.

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giovedì, 03 luglio 2008

sogno

A.

Dalla lastra cutanea, i pori occlusi rifiutarono ogni irrorazione.

   [..............-( eri goccia e lacrima torturante)-

                        Ero crepa desolata in arida esposizione.

                      -( eri scroscio violento e doloroso )-................]

La pelle infine cedette, franata dall’erosiva insistenza della tua sostanza.
Mi alluvionai di te.

B.

Soffermandomi sopra umide confidenze assaporai le pieghe dei tuoi segreti.
Accarezzasti con dolcezza le realtà aggrinzite, ergendole.
Ci penetrammo con la cenere dei bisogni.
-( Quattro labbra secche sulle turgide speranze)-
Adagiammo spossati, intrecciati nel sudore di un saluto.

C.

Con la notte tornò la vertigine che m’ingoiò il giorno.
Con il giorno mi nutrii di luce per rinascere nel buio.

D.

Ti modello sui bordi di un sogno con le dita d’ombra della sera.

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