
Ti si aprono le ali
mio dolce corvo
e posi lo sguardo su di me
prima di spiccare il tuo volo scomposto.
*
Va, e chiama il resto
e il banchettar non sia cauto
ma lesto.

Ti si aprono le ali
mio dolce corvo
e posi lo sguardo su di me
prima di spiccare il tuo volo scomposto.
*
Va, e chiama il resto
e il banchettar non sia cauto
ma lesto.

E' stato scritto il mio nome
con parole di matita,
si è disperso in riccioli di gomma,
sulla superficie del mio schermo incredulo.
**
E poso ora le mie pagine ingiallite
sopra i massicci scaffali e fra le bifore slanciate
di una biblioteca antica.
Mi scopro d'inchiostro vergato
custode di aneddoti e ricordi
racchiusi nelle teche incise
con i nobili fregi del tuo argento intarsiato.
**
Rileggo in me le pagine di un reo dolore,
e del suo fruscìo, nello sfogliar del tempo.
Ripongo il tomo che solitario marchiò il languore
perchè è nel tuo bacio che il mio soffrir si estingue.
**
*

*
Il dolore più intenso
fu quel mio piccolo olocausto.
Vittima di una mente impietosa
che non accettò la mia presenza fisica
e non concepì nemmeno l'idea
della mia semplice esistenza.
*


E mi scivola fra le dita
ogni minuto passato
sgocciolando nel ricordo
di memorie sopite.
Distratto dalla tua movenza
dondoli in me, foglia d'autunno,
come scherno nell'aria,
leggera illusione
sul finir dell'estate.
*