
Danzano volgari e sgraziate
le rapide ombre di scherno
seguendo l'onda di un'eco
levatasi dalle terre d'Erebo.
Chi siete voi, fuggiaschi barlumi,
per profanare il mio abito trapunto di stelle?
Come osate voi, ciechi profumi,
disorientare il mio viaggio al tramonto nel cielo?
Dispenserò il sonno col silenzio
e placherò di tenebra ogni paura.
Poi, dal buio e della notte, grembo della madre,
genererò la luce
affinchè ogni cosa
coltivi una speranza.





