
Tavolozza di labbra,
mosaico e scalpello
opaca lanterna
che placa ogni suono
La voce arranca
sulle vene del collo
si strusciano vocali
su quella grinza di pelle.
Risacca d’ogni equilibrio
io nel buio mi sporco le dita
e restauro purezza
bevendo acquavite
da un mistico ricordo.
C’è il suono e la saliva
a marchiare la mente
il buio e la stella
a viaggiarmi vicino
e nel silenzio l’impronta.
Tu sei fossile e fenice
edera ed ombra d’ogni sera
incurante mi calpesti le ore
finche lo sforzo del vento
non cancelli i passaggi
finche il palato della notte
non sia l’impasto del tempo
che mi cavalca il cervello.
Tu sei disegno ed esodo
fiore della notte che annuso
a cui versare le mie parole
adagiandomi lenta sui fruscii
intonando nenie dolci
da mescolare alla linfa che ti sazia
mentre il tempo sbuccia le mattine
e ne fa grotte colme d’ombre e di stelle.
Crobiotermi&Morfea77
(Immagine di: Filomilla)





