
Cala l'angelo pallido,
cala nel sole, e con il sangue
mi squarcia il cielo
grondandomi sulla vita.
Chiama
l'angelo della seconda luna
e con gli occhi di cenere
scende a trucidarmi i giorni
a deporre uova e desideri,
vermi ed illusioni.
Oh! Cieca e sacra follia! Tu sei in ogni dove
e gli occhi miei rivolti e bianchi
strabuzzati da una fuga invasata,
non sanno più cos'è la pace di una palpebra
che si corica sul viso.
Quel tuo bacio mi scoperchiò la carne
affinchè io potessi nutrirmi nel tempo
con l'odore della mia corruzione.





